Dintorni

Il Grighine e il monte Ollastra

Da Fordongianus, poco oltre la chiesa di San Lussorio, si devia per Siapiccia, lungo la vecchia provinciale. E' una delle poche strade provinciali non asfaltate, ma la si percorre molto bene in un ambiente di grande suggestione. Dopo circa 3 chilometri una strada sulla destra porta nella zona di Balargianus, ricca di boschi, orti e vigneti. Alla fine della strada un sentiero permette di arrivare alle daciti del Monte Ollastra, dalle forma bizzarre, con una splendida vista sul Campidano.

La cima della montagna, alta 379 metri può essere facilmente raggiunta lasciando la provinciale più avanti, all'ingresso del cantiere forestale del Grighine. E' questa la porta per visitare il settore delle montagana appartenente a Fordongianus, anche se ovviamente le escursioni possono comprendere tutto il Monte. Dall'ingresso una pista si inerpica sulla montagana: subito si incontra la fonte di Su Laccu e s'Oggiu, con la presa dell'acquedotto e tracce romane.

Salire sul Grighini è un'esperienza magnifica: una fitta macchia interrotta dai filoni di quarzo ricopre i versanti, mentre lo sguardo spazie per mezza Sardegna. Dalla pista principale  molti sentieri permettono di raggiungere le valli più nascoste e le numerose sorgenti: frequenti anche i resti dell'acquedotto romano.

Casteddu su Ecciu e su Crastu Ladu

Questo itinerario unisce paesaggio e storia in una magnifica simbiosi. Scavalcato il Tirso, subito dopo il ponte, sulla sinistra, una stradina costeggia il fiume, quindi si divide in due rami: quello di destra porta alle pendici dell'altopiano basaltico, nella zona di Is Ortus. Il ramo di sinsitra prosegue lungo la sponda del Tirso che qui scorre tranquillo con un ampio letto, circondato da una fitta vagetazione riparia.

Raggiunto uno spiazzo un sentiero sulla destra porta prima alla valle del Rio Picciu e quindi sulla giara di Casteddu Ecciu. Il piccolo pianoro a strapiombo su vertiginose pareti di roccia, conserva le rovine del nuraghe e del castello, tra grandi olivastri e lentischi. La salita è faticosa ma lo spettacolo che si gode dal castello, e ovviamente l'interesse storico, meritano davvero l'escursione.

In basso, verso il Tirso, si leva il monolite di su Crastu Ladu che può essere raggiunto direttamente dalla rupe del castello. Poco oltre il Rio Canale Mannu si getta nel Tirso: il torrente nasce dalle sorgenti di San Leonardo scavandosi nell'altopiano una profonda e stretta vallata.

Il Tirso e il pianoro di Lodduo

Tra Fordongianus e le dighe di sa Cantonera e Pranu Antoni il Tirso scorre in una splendida valle, sempre ricca di vegetazione. Dal paese una stradina in sponda sinistra permette di costeggiarla tra una bella vegetazione con numerosi esemplari di roverella. Dove il fiume compie una larga ansa l'alveo si allarga: è il rifugio di una notevole fauna avicola, con aironi anatre e gallinelle d'acqua.

Si passa quindi sotto le imponenti rupi di Monte Maiori e si prende un sentiero sulla destra che porta al Nuraghe Paranu Antoni: si prosegue, si oltrepassa una piccola collina e si raggiunge la confluenza del Flumineddu col Tirso. L'orizzonte è dominato dalla poderosa mole della diga Cantonera, mentre in basso la diga di Pranu Antoni forma un piccolo ma suggestivo laghetto che si incunea nella valle del Flumineddu verso Allai.

Una comoda pista si inerpica quindi nel pianoro di Lodduo sino al nuraghe e alla chiesa di Santa Maria. In basso si apre la valle tra il Grighini e Fordongianus, caratterizzata dalla presenza delle "terre rosse". Un sentiero, passando tra i boschi, scende dal pianoro, incontrando l'acquedotto romano: qui sono presenti alcune cave dalle quali  si estrae la "trachite rossa".

Le domus de Janas

Le necropoli preistoriche di Fordongianus sono inserite in contesti ambientali di grande valore che ne esaltano l'importanza. Le Domus di Domigheddas sono scavate in una stretta valle raggiungibile con un sentiero dalla strada per Allai. Le pareti di roccia racchiudono un piccolo ruscello alimentato da una sorgente.

Le domus di Gularis sono invece ubicate nella parete rocciosa che incombe sulla statale per Busachi: qui la roccia appare lavorata dagli agenti atmosferici in forme bizzarre. Dalle domus, con una piccola devizione si può raggiungere il nuraghe Putzola, su di uno sperone roccioso che domina la sottostante vallata.